In un periodo di incertezza, decreti e stop forzato, è facile perdere entusiasmo.
Servono buone notizie, che diano nuova energia.
Cominciamo con l’Oratorio Cardinal Schuster Moriggia ASD, una società molto conosciuta nel nostro comitato, presente fin dalla fondazione del 1987.

A tanti di noi sarà capitato giocare all’ombra del suo campanile e oggi parleremo proprio di questo. 
Approfittando della sosta forzata, l’asd ha dato il via ai lavori per il rifacimento del campo da calcio a 7. 

Parla con orgoglio di questa scelta il presidente Angelo Molon “Tre anni fa abbiamo rifatto l’impianto di illuminazione, oggi rifacciamo il fondo e aggiungiamo l’irrigazione automatica. Lo sforzo economico per una società come la nostra non è indifferente, ma a piccoli passi siamo riusciti ad andare lontano. Bisogna ringraziare tutti i dirigenti, compresi quelli dello scorso quadriennio, che si sono mossi con grande lungimiranza”

Cardinal Schuster Moriggia vede il bicchiere mezzo pieno “Inutile piangerci addosso. Le preoccupazioni ci sono, certo, ma anche questo brutto periodo passerà. Abbiamo avuto un altro anno a singhiozzo? Non importa. Arriverà la stagione 21/22 e dovremo farci trovare pronti”

“Aiutati che il ciel t’aiuta”, soprattutto in questo periodo così confuso anche per le istituzioni.
E allora ecco che lo stop forzato diventa un’opportunità, regalando il tempo necessario per fare i lavori, senza lanciare nel caos i calendari delle squadre. 

“Il campo darà una marcia in più alle squadre OPEN, ma speriamo possa essere un catalizzatore soprattutto per l’attività UNDER, mantenendoci un punto di riferimento per la parrocchia e la nostra comunità”

L’azione della ASD prosegue spedita anche su altri fronti “Stiamo lavorando molto” continua Molon “per cercare di mantenere al minimo le quote e stimolare con nuove iniziative. Ad esempio gli allenamenti forzati individuali hanno portato molti a riscoprire la corsa e vogliamo supportarli creando un gruppo di podistica”

All’Oratorio Cardina Schuster Moriggia ASD stanno prendendo di petto l’emergenza, reagendo con impegno all’apatia che rischia di inghiottirci in questi giorni.
Non resta che attendere che la semina dia i suoi frutti, per poi tornare a calcare il campo all’ombra del campanile.

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