Torniamo a parlare con Fernando Coltro, podista di livello, capace di vincere tre volte di fila il prestigioso Piede d’Oro (competizione podistica varesina, un’istituzione nel campo della corsa, da più di 30 anni).

L’inizio dell’anno porta a nuovi entusiasmi e con le attività sportive ancora ferme, molte si stanno orientando sulla corsa. Dopo le dritte dello scorso articolo, ci concentriamo sul nemico più grande della corsa a gennaio: il freddo. 

Anche chi corre ad alti livelli si fa scoraggiare dal freddo, capita a tutti. L’abbigliamento è soggettivo, ma tutti siamo accomunati da due punti deboli: mani e testa. 
La corsa può diventare un vero supplizio se queste due estremità sono in crisi.
Un paio di guanti e un cappello leggeri sono da avere sempre a disposizione”

Un buon riscaldamento può aiutare?

“Certamente. Una decina di minuti all’interno, per preparare il fisico. Non bisogna mai dimenticare le articolazioni, molto sollecitate dall’attività. Lo stretching è utile solo da caldi, quindi a fine allenamento”

Qualche errore da evitare?

Sconsiglio il k-way. Molti lo usano ma non lascia traspirare e quindi si suda troppo, considerando le temperature rigide. Meglio uscire patendo un po’ di freddo all’inizio: la corsa scalda molto e basteranno poche centinaia di metri per scacciare quella sensazione iniziale”

Sistemato il corpo, pensiamo ai piedi. Quanto sono importanti le scarpe?

Moltissimo, sono l’unico elemento che preserva dall’impatto con l’asfalto.
Più ci si allena, più la scarpa dovrebbe essere tecnica, meglio se dedicata e scelta con l’aiuto di un negoziante esperto”

Ringraziando Coltro per i preziosi consigli di un campione, ricordiamo i suggerimenti su sicurezza e visibilità che ci ha dato già la scorsa volta

In inverno si corre spesso al buio, su strade trafficate. Bisogna farlo sempre con indosso una pettorina o luci di segnalazione.
Sempre il buio porta a un altro problema, la scarsa visibilità del fondo. Un piede messo in fallo può portare a infortuni anche gravi.

La soluzione? Può essere quella di trovare un circuito urbano. 
Ben illuminato, dal fondo regolare e con meno traffico possibile (pochi incroci, attraversamenti…). Non importa la lunghezza: in caso sia anche breve si risolverà ripetendolo più volte per arrivare al kilometraggio desiderato. 

Con l’arrivo della bella stagione si tornerà ad essere liberi di correre su altri percorsi.
Ricordiamo che il tesseramento CSI è polisportivo e copre anche eventuali infortuni durante l’attività singola.

Per maggiori informazioni potete contattarci in segreteria o via social.