Il CSI lo sa bene. L’associazionismo sportivo che conta è in palestra, nelle parrocchie e nei quartieri.
Purtroppo, però, abbiamo anche a che fare con burocrazia, leggi e una nuova dichiarazione obbligatoria per le ASD.

Sia chiaro, le regole sono fondamentali per la nostra società e per le nostre associazioni.
Purtroppo si ha a che fare spesso con riforme poco chiare, che lasciano confusi persino i professionisti (figurarsi i nostri volontari).

Ultima di una lunga serie, la nuova dichiarazione sui contributi statali.
Avete ricevuto contributi, incarichi retribuiti o comunque vantaggi economici dalla Pubblica Amministrazione (incluse società partecipate)? 
Entro il 28/02/2018 dovrete provvedere a comunicare al pubblico l’entità di tali contributi. 

La legge 124/2017 ha infatti istituito l’obbligo per associazioni e onlus.
Ogni anno, sempre il 28/02 si dovranno dichiarare i contributi ottenuti nell’anno precedente.
Ne deriva che vadano dichiarate entro fine mese le somme ricevute nel 2017.

ATTENZIONEragguardevole la sanzione per il mancato adempimento! Entro tre mesi dalla scadenza (28 febbraio) i soggetti che contravverranno a tale obbligo dovranno restituire le intere somme percepite dalle P.A.

C’è però un’importante esenzione (comma 127): ove l’importo dei contributi ricevuti dal soggetto beneficiario sia inferiore a 10.000 euro nel periodo considerato, non sussiste l’obbligo di pubblicazione sul sito o portale.

Eh, si. Perchè la comunicazione deve essere fatta al pubblico, ma per fortuna non comporta lunghe file o marche da bollo.
La disposizione espone genericamente l’obbligo di pubblicare le informazioni sul sito internet dell’associazione, in una sezione apposita ben in evidenza.

Purtroppo l’esposizione “generica” della legge si estende all’aspetto più importante: cosa scrivere.
Per adempiere agevolmente all’obbligo, il Csi invita le associazioni affiliate a pubblicare, per ciascun rapporto economico, alcuni dei principali dati:

– Denominazione sociale, codice fiscale, e sede della pubblica amministrazione erogante

– Denominazione sociale, codice fiscale, e sede dell’associazione ricevente

– Titolo da cui sorge il rapporto economico (esempio bando, convenzione, affidamento diretto, delibera dell’ente erogante, ecc.)

– Importo del beneficio economico derivante dal rapporto,

– pubblicazione, sul sito internet o portale del titolo (copia scannerizzata del bando, convenzione, affidamento diretto, delibera dell’ente erogante, ecc.), avendo cura di oscurare i dati di persone fisiche o giuridiche non rilevanti ai fini dell’obbligo in questione, a garanzia della privacy. Quest’ultimo, allo scopo di evitare l’omissione involontaria di eventuali informazioni che possano essere considerate importanti, dal momento che la legge nulla dice in proposito.

Vi terremo ovviamente informati in caso di nuove delucidazioni da parte delle autorità competenti.
Qualora aveste bisogno nuove informazioni sulla norma o su come creare un sito per la vostra associazione non esitate a contattarci.

Per approfondimenti vi invitiamo a leggere anche l’articolo apposito sul portale nazionale.