Famiglie, turismo, attività giovanile, nuovi luoghi e tempi sportivi: il cantiere sportivo del CSI ha aperto i battenti dando appuntamento a dicembre per gli Stati Generali sull’Attività Sportiva

Sabato 6 e domenica 7 maggio il Centro Sportivo Italiano ha vissuto a Roma “Officina dello Sport” un momento di profonda riflessione e rilancio dell’attività sportiva, e formativa nel contesto vaticano dell’Istituto Patristico Augustinianum. Oltre 130 iscritti provenienti da tutta Italia, in rappresentanza di 53 comitati provinciali, si sono ritrovati per ripensare e rinnovare la proposta sportiva giovanile in modo da rispondere in maniera efficace alle nuove richieste ed esigenze che la società odierna richiede.
Ad aprire i lavori, sabato mattina, il vicepresidente nazionale Marco Calogiuri, che ha evidenziato l’importanza di ritrovarsi insieme: «Apriamo l’Officina dello Sport – ha affermato il presidente del Csi Lecce – sottolineando il grande sforzo e l’impegno della Presidenza nell’aver innalzato il livello dell’organizzazione sportiva negli ultimi anni. Oggi si apre di fatto una stagione di approfondimenti che proseguirà nelle prossime settimane con report e contributi continui e si concluderà a dicembre con gli Stati Generali dell’attività sportiva dedicati all’attività giovanile, ad Assisi».
Primo segnale, simbolico quanto indicativo delle strategie nazionali, dell’attenzione verso uno sport capace di mettere al centro i giovani come bussola della proposta formativa dell’Associazione è l’abbassamento delle quote di iscrizione per i tesserati under 16. Ma di fatto le iniziative e le proposte pronte ad essere lanciate sono molte di più e vanno dal coinvolgimento delle famiglie nelle manifestazioni, alle sinergie con il turismo, oltre al rilancio della classe arbitrale, alla presenza attiva nelle scuole di tutti i livelli, all’ampliamento dell’offerta a favore dei disabili, passando per il potenziamento di nuove forme di movimento e discipline emergenti.
Molti gli spunti e le proposte di attività con sempre al centro il bene e il benessere della persona. Di ciò si è fatto portavoce il consulente ecclesiastico nazionale, don Alessio Albertini, il quale ha ricordato che all’origine di ciò che anima le attività che si svolgono sui campi e nelle palestre arancioblu c’è la gioia, vero cardine da cui deriva un’educazione efficace dei giovani. Proprio sul tema dell’educazione Albertini ha fondato il suo intervento, affermando che: «Dobbiamo essere contenti della responsabilità che portiamo con noi. Educare non significa semplicemente istruire a buoni comportamenti: questo è galateo ma non di per sè educazione. Educazione non è un affare da “manuale”, significa non solo cercare di tirar fuori quello che qualcuno ha dentro (ex ducere), ma avere a che fare con due libertà: quella di chi propone è quella di chi riceve un messaggio.
Educare è quindi cercare di “orientare” la libertà della persona cui proponiamo dei valori. Così si dà ragione per vivere e aiutare a trovare il proprio posto nel mondo, in cui non si è soli ma ci sono anche gli altri. Educando si fa emergere la singolarità della persona accompagnandolo in una relazione con gli altri e, in seguito ad una maturazione profonda, scoprendo che siamo perchè un Altro lo ha voluto per essere se stesso in mezzo ad altri. Il CSI vuole darti importanza in mezzo agli altri attraverso lo Sport; non siamo una semplice agenzia educativa, perchè perseguiamo questa missione attraverso lo Sport. Il nostro metodo educativo é particolare: lo Sport é la vittoria sulla solitudine di chi oggi vive in una generazione interconnessa ma sola. Lo sport invece ti mette in relazione con un mondo che non è il tuo e che occorre confrontarsi con gli altri, attraverso il gioco ma anche basandosi sulla disciplina. Le regole sono la base di ogni gioco, infatti».