Molte lamentele sono giunte in comitato per il cosiddetto “return to play“. 
Un documento obbligatorio, che serve a chi ha contratto il COVID-19 per poter rientrare a giocare. 

La sua genesi è condivisibile. La federazione Italiana Medici Sportivi ha steso un protocollo per una visita aggiuntiva per i contagiati. Una necessità per scongiurare eventuali problemi a lungo termine della malattia
Purtroppo è sorto da subito un grosso problema: il costo. 

Regione Lombardia fa un passo in avanti verso gli atleti specificando, in una nota alle ATS lombarde, che tali approfondimenti dovranno essere effettuati in esenzione dalla compartecipazione della spesa sanitaria. 

Gli atleti minorenni in età agonistica e quelli affetti da disabilità (anche maggiorenni, certificata superiore a due terzi) potranno svolgere la visita gratuitamente, purchè in un centro convenzionato.

Le certificazioni da enti non accreditati presso Regione Lombardia non rientrano nel provvedimento. 

Stando così le cose rimangono esclusi dal provvedimento gli atleti maggiorenni. Stiamo inoltre cercando di capire se ci saranno provvedimenti retroattivi per chi ha ottenuto questo documento nei mesi passati.

Ricordiamo che per poter prenotare la visita non occorre nessun tipo di impegnativa, basta contattare un centro convenzionato, dopo 30 giorni dall’avvenuta negativizzazione. 

Per ulteriori informazioni siamo a disposizione tramite i contatti di segreteria e i social di comitato.