Riprese si.
Troppo rapidi nella risposta? Approfondiamo insieme l’argomento che qualche grattacapo ha creato nelle ultime settimane.

Partiamo da un presupposto. Le riprese su un campo da calcio non vengono autorizzate dal CSI Varese, ma dalla legge dello stato italiano.
In questo senso sono possibili, dato l’aspetto pubblico delle gare.

Il nostro comitato è da sempre stato aderente alle norme e, negli anni, è diventato un punto di riferimento per le società sportive in questi temi: dai decreti pandemici, alla riforma dello sport a quella del terzo settore.

Difficile pensare potessimo fare diversamente su questo aspetto, o che potessimo tentare di mettere i bastoni fra le ruote a qualcuno.
Allora perchè queste polemiche?
Perchè l’argomento è più complesso di quanto possa sembrare sui social e in un caso particolare le direttive hanno trovato uno scoglio.

Si tratta del campo di Vedano, che da un paio di anni è protagonista della serie su Youtube di Steve Red, giocatore e ideatore.
Le innovazioni portate dal vedanese hanno portato a una sfida per il nostro comitato, visto che si trattava di un esperimento mai provato prima di quel momento.

In ogni caso a Steve è sempre stata dimostrata la disponibilità del comitato, con cui è stato costantemente in contatto, e la stima per quanto faceva, anche dopo il suo sfogo su Youtube.

Ora, in quel video ci sono alcune imprecisioni (ad esempio nessuna lettera minatoria, solo il comunicato del giudice unico nello svolgimento delle sue funzioni, partendo da un referto arbitrale, come per ogni altra società) che però sono dovute alla necessità di condensare in pochi minuti un discorso lungo mesi.

Per questo ci siamo attivati ancora una volta col nostro solito stile: fatti prima delle parole.
Ci siamo confrontati prima con i nostri consulenti e i dirigenti di comitato coinvolti. Poi direttamente con Steve, cercando di fargli capire la complessità della situazione reale in contrasto col semplicismo dei social.

Che, si sa, sono un grande strumento che spesso viene usato male.
Così alcuni (poche unità grazie al cielo) hanno approfittato del caso di Steve per attaccare la nostra classe arbitrale. Dobbiamo parlare anche di loro.

Per prima cosa CSI Varese rifiuta questa narrazione dell’arbitro “corpo estraneo”. Gli arbitri sono in tutto parte del gioco. Anche loro finito il lavoro corrono al campo, si mettono sotto la pioggia e il vento con noi, sudano e corrono come noi. Stesse passioni, stesso impegno. Non saranno perfetti, lo sanno benissimo, ma del resto non lo siamo neanche noi giocatori, dirigenti e allenatori.

Che gli arbitri non si siano saputi adattare alle nuove tecnologie è una barzelletta.
Da anni gli smartphone sono sui campi e, con essi, foto, video ed intere partite sono già state messi online. Nessun problema, tanto che anche gli account del comitato condividono volentieri le produzioni.

E’ ovvio però che in questo caso ci sia una differenza sostanziale.
Nel caso di Vedano l’arbitro diventa protagonista. Lo vediamo in prima persona, si sentono le sue parole, le sue spiegazioni. Come neppure gli arbitri di Serie A.
Aggiungendo a questo la visibilità del canale a livello nazionale, sono concepibili alcune remore.

Non va dimenticato che le nostre società, seppur fantastiche sotto molti aspetti associativi e valoriali, esprimono soprattutto nel calcio open maschile anche un rovescio della medaglia.
Carabinieri in campo, mani addosso, addirittura arbitri inseguiti con l’auto a fine partita.
Non ci siamo fatti mancare proprio nulla questa stagione.

Già stiamo chiedendo tanto ai nostri direttori di gara: molti di noi dopo episodi del genere lascerebbero i fischietto in sede provinciale.
Loro aprono la prossima mail, vedono la designazione e dicono: presente!

Non diamolo per scontato e non diamo per scontato questo ulteriore passaggio.
Sicuramente, nei limiti della legge (che sono sempre responsabilità di chi riprende), le riprese sono un diritto.
Non va dimenticato, però, quello a svolgere volontariato nelle proprie possibilità, senza costrizione a farne oltre.

Insomma come sempre per risolvere un problema bisogna soprattutto ascoltare e avere empatia. Considerando che, mentre chiediamo vengano rispettati i nostri diritti, sarebbe ipocrita dimenticarsi di quelli degli altri.

Per ulteriori informazioni, per chiedere come comportarsi in casi specifici o anche solo dire la vostra sul tema, le porte del comitato sono sempre aperte.
Potere contattarci a ufficiostampa@csivarese.it oppure in PM sui social di comitato.