Siamo tornati da qualche giorno in zona gialla!
Nuove possibilità si sono aperte all’interno del mondo dello sport, anche se qualche contraddizione interna alle leggi ha richiesto ulteriori approfondimenti degli esperti CSI, prima di poter dare informazioni precise. 

Per l’attività di interesse nazionale cambia davvero poco.  
Sono sempre possibili gli allenamenti con l’uso degli spogliatoi, anche in caso di cambio di colore della regione. Rimangono però anche gli obblighi, fra cui quello della presenza di un allenatore certificato in ogni momento.

Per l’attività non di interesse nazionale le maggiori aperture. Si potranno organizzare allenamenti di tipo tradizionale (con le tanto agognate partitelle) anche per gli sport di squadra. Non sarà ancora possibile, però, utilizzare gli spogliatoi. 

Decade in questa categoria la necessità della presenza di un allenatore qualificato in ogni momento, anche se CSI Varese invita tutti a formarsi per questo importante ruolo.

Si sciolgono le riserve anche su un altro punto molto richiesto dalle società: le amichevoli. 
La mancanza di obbligo di presenza di un arbitro ufficiale e di giustizia sportiva rende possibile il ritorno ad organizzarle.

Non decade invece la norma sulle “porte chiuse”, ovvero sul divieto della presenza di pubblico (un aspetto da tenere in conto soprattutto per le attività giovanili, con presenza di genitori).

Attenzione però: queste aperture sono valide SOLO IN ZONA GIALLA. 
Per le attività non di interesse nazionale occorrerà dunque stare all’erta su eventuali cambi di “colore” o ulteriori evoluzioni legislative.

Date queste normative per ora CSI Varese non intende organizzare tornei ufficiali per le attività non di interesse nazionale. 
“Saremo a fianco delle società che vorranno ripartire con l’attività sportiva e sosterremo i loro sforzi e progetti” spiega il Presidente Diego Peri “ma non vogliamo caricarle di troppe responsabilità con un torneo a lungo raggio, date le problematiche riscontrate nella pianificazione”

Quali problematiche?
Parlando soprattutto di attività under 12, 10 e 8 il primo problema sarebbe il calendario cortissimo. 
La maggior parte delle società utilizza le strutture delle parrocchie, che a breve daranno vita agli oratori estivi, limitandone l’uso per l’attività sportiva (al contrario degli adulti che giocano e si allenano la sera).

Se aggiungiamo l‘impossibilità di usare gli spogliatoi e le porte chiuse (ovvero escludere i genitori dal campo) il gioco si fa duro.
Inoltre le più recenti disposizioni renderebbero complicata anche la gestione delle trasferte, dato il distanziamento nei trasporti.

Rimaniamo a disposizione per informazioni tramite i canali ufficiali della segreteria e i social di comitato.
Per chi volesse approfondire, trova qui l’ultimo decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale.